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Capitolo Trentuno. I principali stati europei  dagli anni Settanta  al
1914.


Paragrafo 1 . La Germania di Bismarck.


Il  secondo  Reich era una federazione di venticinque stati  tedeschi,
dotati di un'autonomia piuttosto limitata e fortemente dipendenti  dal
governo  centrale; il pi importante era la Prussia, dove  viveva  pi
della met degli abitanti di tutto l'impero.
     I  rapporti istituzionali erano caratterizzati dall'autoritarismo
e  dall'accentramento del potere nelle mani del governo ai  danni  del
parlamento.  Quest'ultimo infatti, composto da  una  camera  eletta  a
suffragio   universale   (Reichstag)  e  da  un   consiglio   federale
(Bundesrat)  formato  dai  rappresentanti  dei  singoli   stati,   era
formalmente detentore della funzione legislativa, ma la sua iniziativa
era  alquanto ridotta e non aveva potere di controllo sul governo,  il
quale rispondeva direttamente e solo all'imperatore.
     Capo  del  governo  imperiale era Otto von Bismarck  (1815-1898),
che,  grazie  ai  favorevoli  rapporti  istituzionali  e  alla  scarsa
autorevolezza  dell'imperatore Gugliemo primo,  era  arbitro  assoluto
della  vita politica. Egli poteva inoltre contare sul sostegno  di  un
forte  blocco  sociale  dominante, costituito  dalla  ricca  borghesia
industriale e finanziaria e dall'aristocrazia terriera e militare.
     Sul piano interno, il Bismarck cerc soprattutto di garantire  la
stabilit   politica  e  di  favorire  lo  sviluppo   economico.   Per
raggiungere  il  primo scopo, egli intervenne contro l'opposizione.  I
primi ad essere colpiti furono i cattolici, che nel 1871 avevano  dato
vita  ad  una formazione politica chiamata Zentrumpartei (partito  del
centro) ed erano forti soprattutto nella Germania renana e negli stati
del  sud,  dei  quali  sostenevano le  aspirazioni  all'autonomia.  Le
principali misure volte a ridurre il peso della Chiesa cattolica nella
societ  vennero adottate tra il 1872 e il 1875 e presentate come  una
battaglia  culturale  (Kulturkampf) in difesa del  progresso  e  della
civilt moderna: fu istituito l'obbligo del matrimonio civile, vennero
completamente laicizzate le istituzioni scolastiche, furono espulsi  i
gesuiti  ed  altre  congregazioni religiose, le nomine  ecclesiastiche
vennero sottoposte al controllo dello stato.
     
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     Tali  provvedimenti  sortirono  un  effetto  contrario  a  quello
sperato,  tanto  che il centro acquis consensi ancora  maggiori.  Per
questo e allo scopo di allearsi con i cattolici nella lotta contro  il
partito  socialdemocratico  tedesco, in costante  crescita  dalla  sua
fondazione  nel  1875, il Bismarck attenu sensibilmente  la  politica
anticattolica.
     Contro  i  socialisti  fu  adottata una  strategia  fondata  allo
stesso   tempo  sulla  repressione,  attraverso  il  varo   di   leggi
restrittive della libert personale, di associazione e di stampa, e su
riforme  che  migliorassero le condizioni di vita dei lavoratori;  tra
queste   l'introduzione   dell'assicurazione   obbligatoria   con   il
contributo dello stato contro le malattie, gli infortuni, l'invalidit
e  la vecchiaia. Neanche il varo di una legislazione sociale per,  in
assenza  di  una  modifica dei rapporti istituzionali  che  conferisse
maggior  potere  al parlamento, riusc ad ostacolare la  crescita  del
partito socialdemocratico.
     La  notevole disponibilit di materie prime, di fonti di energia,
di  manodopera  e di capitali e il proficuo impiego delle  innovazioni
tecnologiche    resero    possibile    una    intensa     e     rapida
industrializzazione.   Contemporaneamente   anche   l'agricoltura   si
ammodern grazie all'introduzione di macchine e di nuove tecniche. Per
sostenere  lo  sviluppo economico e garantirsi cos  il  sostegno  del
blocco  sociale dominante, il Bismarck attu una politica  commerciale
protezionistica,  volta  a  tutelare sia la  produzione  agricola  che
quella  industriale, e cur il riordinamento del sistema  finanziario,
attraverso  l'adozione di una moneta comune, il marco, e l'istituzione
della  Banca  nazionale (Reichsbank), l'unica autorizzata ad  emettere
moneta per tutto l'impero.
